Scrivere: una questione di ritmo

metronomo ritmo

Nella maratona inesausta delle mie letture, oltre a scegliere il genere, mi lascio guidare dal ritmo dell’autore.

Ogni storia ha il suo ritmo e credo sia utile scegliere quello che ci è più congeniale. Di solito, quando le mie letture hanno il ritmo giusto riesco a scrivere diverse pagine nello stesso giorno e le parole escono senza alcuna fatica, dipendendo solo dalla velocità delle mie mani più che dalla rapidità dei miei pensieri.

Probabilmente questo accade perché la musica ha sempre avuto una parte da protagonista nella mia vita e anche quando apparentemente credevo di averla accantonata, lei tornava alla ribalta nei più svariati modi; sono convinta che influenzi profondamente il mio modo di scrivere e anche quando nei miei libri non viene citata esplicitamente, è comunque presente in altre forme, ad esempio, nel ritmo delle parole o nella scelta stessa dei termini.

Leggo e rileggo spesso quello che ho già scritto prima di procedere con la scrittura e scelgo le parole anche per il loro suono oltre che per il loro senso all’interno di una frase e di solito, rileggo ad alta voce per valutare se all’orecchio suona tutto nel modo giusto.

I miei libri sono diventati il mio strumento personale e io premo tasti, pizzico corde o intono note ogni volta che scrivo.

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