Un’estate incantata

soffione

L’estate sta finendo recitava un tormentone estivo…

Io, però, preferisco pensare ad un’estate un po’ diversa e particolare, un’estate incantata, quella descritta da Ray Bradbury nel suo omonimo libro che tradotto in italiano letteralmente sarebbe stato “Vino di dente di leone” (Wine Dandelion).

Mentre assaporiamo gli ultimi “sorsi” di questa estate 2012, la mia mente rincorre gli istanti quotidiani immortalati da questo scrittore indimenticabile.
Istanti magici che ci conducono per mano dentro un mondo, per certi aspetti, incontaminato.

Dove un profumo, un colore o il mistero indefinito di un suono ci fanno riscoprire di essere vivi.

Dove un paio di semplici scarpe da tennis possono essere “silenziose come la pioggia che cade sui marciapiedi” e indossarle fa la differenza tra il restare inchiodati a terra e volare liberi, di quella “libertà tutta speciale che si prova d’estate quando ci si tolgono le scarpe e si va a piedi nudi nell’erba”.

Dove una macchinetta da Luna Park: la Strega dei Tarocchi, diventa un personaggio reale, se dei ragazzi la vedono così.

Dove spazio e tempo possono essere annullati.

Dove la registrazione minuziosa e in un certo modo “scientifica” di tutti i “riti”, vecchi e nuovi dell’estate, fatta dal più giovane dei due protagonisti principali, rappresenta un tentativo fanciullesco di dare un senso alla vita, di delinearla e racchiuderla in dei numeri “magici”.

Dove, infine, l’amore abbatte qualunque confine e si fa essenza pura, diventando gioco di pensiero e sogno e in questo modo consente a due anime molto diverse di sfiorarsi e mutare per sempre l’uno la vita dell’altro…

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