Stephen King: riflessioni su “It”

Leggendo It di Stephen King ho notato alcuni aspetti davvero interessanti, che mi hanno portata a passare dalla semplice fruizione della storia a una vera e propria indagine sulla sua struttura narrativa.

It è un romanzo costruito in crescendo, come certi brani di musica classica o come i finali di alcuni atti di opere liriche: i temi si intrecciano, ritornano, si trasformano, e la sensazione complessiva è quella di una frenesia che spinge verso gli accordi o le note finali oppure nel caso della prosa alle battute finali.

King utilizza una tecnica che, nella mia esperienza di lettrice, non avevo mai incontrato in questa forma: concatena passato e presente, collegando frasi spezzate tra ciò che accade ai personaggi adulti e ciò che vivevano da bambini, in un continuo, inarrestabile rimando.

L’intreccio strutturale rispecchia quello simbolico: i ricordi che riaffiorano si giustappongono, quasi sovrapponendosi alle esperienze attuali; il passato irrompe nel presente.
Per il lettore, questo meccanismo è doppiamente funzionale: consente di ricostruire gli eventi accaduti durante l’infanzia dei protagonisti e, allo stesso tempo, di proseguire con quanto avviene nel presente per giungere alla chiusa finale con una consapevolezza completa.

Un altro elemento che mi ha colpita è l’uso figurato dei verbi. Alcuni esempi mostrano quanto questo aspetto sia potente nella prosa di King:
Un tuono scudisciò il cielo e i cespugli cominciarono a smaniare più rumorosamente. Nella luce sempre più torva strepitarono i bambù.
Questo è solo uno dei tanti esempi presenti nel romanzo, ma contiene diversi spunti interessanti.

In queste frasi troviamo diversi fenomeni linguistici:
Metafora verbaleUn tuono scudisciò il cielo”: il tuono non può letteralmente usare una frusta, ma il verbo evoca un colpo secco, violento, tagliente. L’immagine sensoriale viene trasferita da un campo semantico umano/animale a uno naturale.

Personificazione I cespugli cominciarono a smaniare”, “strepitarono i bambù”: elementi naturali vengono trattati come esseri animati, dotati di volontà o emozioni.

Sinestesia d’azioneSmaniare” richiama un movimento agitato; “strepitare” un rumore insistente; “scudisciò” un gesto fisico. Sono verbi che attivano più sensi contemporaneamente – vista, udito, tatto immaginato.

Possiamo anche considerarli verbi impropri o traslati, perché mantengono la forma letterale ma cambiano completamente referente.

Per me, metafore, personificazioni e sinestesie sono efficaci quando riescono a evocare nella mente del lettore un’immagine precisa, quasi tangibile. È questo che permette di immergersi completamente in una storia: vedere, sentire, toccare, persino fiutare ciò che accade sulla pagina.

Questi sono solo appunti, rapide riflessioni su un autore che spesso viene relegato alla categoria “horror”, una definizione che secondo me limita la portata della sua scrittura. Le sue storie sono complesse, stratificate, e It, più che un romanzo dell’orrore, è – almeno per me – un grande romanzo di formazione.

Viaggio tra le emozioni: la paura

Viaggio tra le emozioni la paura

La paura è un’emozione che come esseri umani abbiamo provato tutti. Inoltre, da brava lettrice e scrittrice di gialli, ho pensato potesse essere interessante scoprire alcune cose che riguardano la paura, non solo per viverla e affrontarla nel futuro con maggiore consapevolezza, ma anche per capire un po’ come funziona e perché la proviamo.

La nuova versione del film “Dune”, uscito da poco nelle sale cinematografiche, mi ha riportato alla mente un brano sulla paura che mi aveva molto colpito, quando avevo affrontato la lettura del libro di Frank Herbert, cui la pellicola cinematografica si ispira.
Ero rimasta talmente affascinata da quella sorta di mantra pronunciato dal protagonista in un momento particolarmente angoscioso della sua storia da mandarlo persino a memoria, per portarlo sempre con me, come una sorta di talismano. Ve lo propongo di seguito.

Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale.
Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò
” (Frank P. Herbert, “Dune”).

Herbert secondo me fa centro definendo questa emozione come una “piccola morte” e dai concetti che solleva il suo testo sono passata a fare ricerche, per esaminare più a fondo l’emozione della paura, per capire quanto c’è di vero nelle sue parole, oltre alle mie sensazioni che aderiscono perfettamente a ogni considerazione che della paura fa il protagonista di Dune.

La paura è un’emozione primaria che non appartiene solo al genere umano ma, come possiamo facilmente constatare, anche al genere animale.
È un’emozione di difesa, una reazione a una situazione di pericolo: reale; possibile nel futuro; legata a un ricordo; immaginaria.
Spesso, questa emozione scatena anche reazioni organiche, in quanto il corpo si prepara ad affrontare la situazione di emergenza, adottando comunemente due tipi di atteggiamento: lotta e fuga.

La paura è governata dall’istinto e mira a farci sopravvivere a un possibile pericolo che può mettere a rischio la nostra vita. Avvertiamo fisicamente tale emozione, quando constatiamo un’accelerazione del battito cardiaco e delle funzioni fisiologiche difensive.
Essa produce una serie di spiacevoli sensazioni che tutti abbiamo provato almeno una volta, come: aumento dell’ansia; difficoltà di applicazione intellettiva; fuga; sudorazione; protezione del proprio corpo; calo della temperatura corporea; aumento dell’adrenalina.

La paura può anche causare modifiche del comportamento di tipo permanente, in tal caso si parla di sindromi ansiose. Questo avviene quando tale emozione non si origina più dalla percezione di un reale pericolo, ma dal timore che ci si possa trovare in situazioni, in apparenza normali, ma che invece l’individuo vive con profondo disagio. Quando si verificano tali situazioni, la paura non riveste più il suo ruolo di funzione primaria, volta a garantire la sopravvivenza, ma si tramuta in espressione di uno stato mentale.

È un’emozione che può anche essere appresa ad esempio, nei confronti di oggetti o contesti, in tal caso, negli animali, è definita: paura condizionata.

La paura possiede, in base a chi la prova, anche notevoli differenze di intensità. Il soggetto può spaziare dal timore all’ansietà, raggiungendo anche livelli emozionali molto intensi dal panico sino al terrore.
Il timore è la versione meno intensa della paura ed è causato solitamente da una situazione che promette di farci sperimentare piacere e al contempo dolore.
L’ansia, invece, vede il piacere contrapporsi a parimerito con la minaccia del dolore. Ciò provoca conflitto e tensione in chi la sperimenta, mentre si attende che dei nuovi accadimenti ci mostrino quale piega prenderanno gli eventi.
La paura è poi massima quando entriamo nel panico e contempliamo idee di morte. In questo particolare stato emozionale, il soggetto vive una grande tensione emotiva; è terrorizzato e non è capace di organizzare né il pensiero né l’azione.
Il terrore supera il panico in intensità e in tali situazioni si avverte fortemente l’impulso alla fuga, in questo caso attuata verso l’interno di sé.

Nei bambini la paura è un’emozione più frequente, ed è legata al fatto che il mondo è ancora un luogo in gran parte ignoto e spesso è dovuta all’incapacità dei bambini di distinguere le paure che vengono dall’esterno da quelle generate dalla loro interiorità.

Dopo questo breve excursus sulla paura, concludo dicendo che questa emozione non è forse tra le più apprezzate eppure ci sono moltissimi fruitori di film e libri che giocano sulla paura.
Direi che il numero di persone che affollano le sale dei cinema, per vedere un film horror e il significativo numero di lettori di thriller, dovrebbe far riflettere e spingere a conoscere meglio questa emozione che andrebbe approfondita e studiata con molta attenzione, per poterne valutare tutti gli aspetti e tutte le sfumature.