Tritacrome: the day after

Tritacrome gli interpreti

Il 20 giugno 2018 resterà per me un giorno speciale, da ricordare nel mio personale calendario. Questo giorno ha rappresentato l’inizio di un nuovo percorso artistico, di una nuova vita professionale.

Alle 21:00 circa, il coro delle voci bianche della scuola Artemusica di Falconara Marittima (Ancona) si è esibito, mettendo in scena un melodramma con testi e musiche originali.
Questo spettacolo ha segnato l’inizio di un progetto che coinvolge musica, parola e canto.
Per me, vedere rappresentato quanto scritto nel mio libro è stata un’esperienza fantastica ed emozionante, la realizzazione di un sogno.

La serata è stata davvero emozionante, i ragazzi hanno dimostrato di essere padroni della scena, si sono destreggiati tra lettura e canto con grande abilità.
Lavorare con il maestro Angela De Pace è stata una scoperta: ho visto il mio libro prendere vita attraverso le sue canzoni e il suo lavoro con i ragazzi che hanno risposto meravigliosamente alle “provocazioni” musicali e a quelle della storia.

Per me ognuno di loro resterà nella memoria come il personaggio che hanno interpretato.
I curiosi abitanti di Tritacrome, paese singolare, hanno avuto per alcune ore un corpo e una voce.
Non vedo l’ora di iniziare una nuova avventura con loro. In effetti, sto già lavorando a un testo per Natale.

Noi non ci fermiamo qui, restate sintonizzati…

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Osservazione: prima regola dell’Ispirazione

osservazione con telescopio

Alle prese con un nuovo libro o in pausa riflessiva alleno e affino i miei sensi per osservare ciò che mi circonda.

Guardo le persone camminare per strada e assimilo mentalmente la loro andatura oppure resto colpita da uno sguardo, dal dettaglio di un soggetto: lo spazio curioso tra i suoi denti, una risata piena di colore o il gesticolare inconsueto delle sue mani.

Tutto può diventare spunto per costruire un personaggio o per partire con una nuova storia.

Anche una frase che arriva all’improvviso, una melodia dal carattere singolare o il ricorrere ritmico di strani rumori possono essere un punto di partenza, un incipit per dare vita a una scrittura originale.

Chi scrive ha sempre le antenne ben sintonizzate sul mondo e per essere originali basta solo combinare in modo diverso i pezzi del puzzle che la vita ci sottopone quotidianamente, e potremo sostenere anche noi che qualcosa di molto bello può nascere da “l’incontro fortuito su un tavolo di dissezione di una macchina da cucire e di un ombrello!” (Conte di Lautréamont, pseudonimo di Isidore Lucien Ducasse (1846-1870), poeta francese).

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Tritacrome: uno spettacolo da non perdere

Prove spettacolo musicale Tritacrome

Il progetto di Tritacrome si sta rivelando un’esperienza appassionante.

Ho fatto molti lavori diversi nel corso degli anni, una buona parte legati alla creatività, ma è il mestiere di scrivere che mi sta dando grandi soddisfazioni, come questo spettacolo a cui sto collaborando da qualche mese.

Lavorare con i bambini è davvero una bellissima esperienza, se poi il testo motore del progetto è un libro di cui sei l’autore, allora si aggiungono molti altri aggettivi: interessante, emozionante, divertente e altri ancora che al momento non riesco a esprimere in parole articolate.

È già da un po’ che mi sveglio di notte e penso al giorno dello spettacolo, è un po’ come vedere crescere un figlio e chiedersi come andrà a finire.
Spero davvero che la gioia che mi sta dando questo lavoro contagi anche chi verrà a vedere lo spettacolo e anche chi comprerà il libro.
Vi auguro di cuore di provare anche solo parte di quello che sto provando io.

Al momento ho già portato a casa una grandissima soddisfazione: ho firmato alcuni autografi ai protagonisti della storia che spero possiate venire tutti a vedere.
Sono solo dei bambini, direte, ma credetemi se vi dico che sono davvero bravi.

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Scrivere: una questione di ritmo

metronomo ritmo

Nella maratona inesausta delle mie letture, oltre a scegliere il genere, mi lascio guidare dal ritmo dell’autore.

Ogni storia ha il suo ritmo e credo sia utile scegliere quello che ci è più congeniale. Di solito, quando le mie letture hanno il ritmo giusto riesco a scrivere diverse pagine nello stesso giorno e le parole escono senza alcuna fatica, dipendendo solo dalla velocità delle mie mani più che dalla rapidità dei miei pensieri.

Probabilmente questo accade perché la musica ha sempre avuto una parte da protagonista nella mia vita e anche quando apparentemente credevo di averla accantonata, lei tornava alla ribalta nei più svariati modi; sono convinta che influenzi profondamente il mio modo di scrivere e anche quando nei miei libri non viene citata esplicitamente, è comunque presente in altre forme, ad esempio, nel ritmo delle parole o nella scelta stessa dei termini.

Leggo e rileggo spesso quello che ho già scritto prima di procedere con la scrittura e scelgo le parole anche per il loro suono oltre che per il loro senso all’interno di una frase e di solito, rileggo ad alta voce per valutare se all’orecchio suona tutto nel modo giusto.

I miei libri sono diventati il mio strumento personale e io premo tasti, pizzico corde o intono note ogni volta che scrivo.

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Androne: parole logorate dall’uso quotidiano

dizionario aperto con occhiali

Oggi mi sono imbattuta nella parola androne, non che non sapessi cosa significa e immagino lo sappiate anche voi…
ma quanti di voi, come me del resto, si sono chiesti, di là dal suo consueto significato di: “ambiente di passaggio dal portone d’ingresso della casa alle scale e al cortile“, da dove tragga origine questa parola?

Vi chiederete come sono arrivata di filato nell’androne e mi sia posta domande sulla sua etimologia.
È presto detto, sto lavorando a un progetto con dei bambini: Il Paese di Tritacrome e durante la lettura del testo mi hanno chiesto di spiegare loro alcune parole.
Intanto ho notato che alcuni termini di uso comune non sono per niente facili da spiegare. L’uso prolungato rende certe definizioni quasi insondabili: non spiegabili con altre parole perché ormai per noi il loro senso è trito e ritrito. Un po’ come quelle coppie di coniugi sposati da tempi immemorabili che ormai si danno per scontati.

E ora, provate anche voi con qualche parola di uso comune a spiegarla a chi non sa proprio che cosa voglia dire; vedrete che vi capiterà di “impappinarvi” su qualcosa, di scoprire che certi termini sono così, punto e basta, non si riesce a trovare un altro senso da affiancargli, si sa cosa vogliono dire, ma non si possono esprimere in altro modo.

Per farla breve, a causa di questo “impappinamento” da usura, ho pensato di affidarmi a un dizionario, per fare un lavoro accurato e per trovare le giuste parole per chiarirne un’altra e ho ri-scoperto il Dizionario, questo Libro delle parole (Wörterbuch, come dicono saggiamente e senza tante circonvoluzioni i tedeschi) che ci consente di trovare tesori nascosti nella nostra lingua.

Perdonatemi, mi sono inoltrata nelle stanze e non vi ho neppure introdotto nell’androne.
Bene, oggi ho scoperto che cosa significava nell’antichità questa parola e mi sono accorta del riferimento a: ἀνήρ ἀνδρός “uomo”.

Ora, se anche voi ignorate il significato recondito di questa parola fate come me: aprite un dizionario o meglio, cliccate qui.

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Il paese di Tritacrome: un libro e un progetto a misura di bambino

Il paese di Tritacrome libro e progetto per bambini

Il paese di Tritacrome infilato tra i monti come un segnalibro è davvero un paese curioso.
Non solo per la strana forma del suo territorio: una specie di virgola serpeggiante, dove una manciata di case bene ordinate e un gomitolo di strade seguono la forma sinuosa della valle, circondata da alti alberi al limitare del paese.
Non manca neppure il mare, a un’estremità della virgola geografica si approda a una spiaggia fatta di finissima sabbia bianca e l’acqua azzurro-verde è là che vi attende in un moto di onde perpetuo.
A Tritacrome abitano curiosi personaggi che gareggiano in stranezza, ma che vivono in armonia, ognuno assorbito dal suo ritmo e dalle sue melodie” (Il paese di Tritacrome di Anna Rita Rossi).

Questo è l’incipit di una storia che si sta trasformando giorno dopo giorno in un progetto di lavoro con i bambini dell’Istituto Musicale “F. Marini” e nasce dalla collaborazione con il M° Angela De Pace che mi ha chiesto espressamente di scrivere una storia da far rappresentare al suo gruppo di voci bianche.

Il paese di Tritacrome, alla fine di questo percorso di lavoro, diventerà uno spettacolo che, considerate le premesse, già promette molto bene.
La narrazione sarà animata da canzoni con testi e musiche originali e i ragazzi vi stupiranno, come hanno stupito me per la loro serietà e soprattutto per la loro bravura.

Vi faremo sapere quando si svolgerà lo spettacolo; ovviamente, siete tutti invitati a… Tritacrome.

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Scrittore indipendente: una vita spericolata

scrittura scrivere

Amazon sì, amazon no… Quale piattaforma usare per pubblicare gli ebook?
Royalties: gioie e dolori a fine mese. Pubblicità sì, ma dove? Ebook o cartaceo?

Questi sono solo alcuni dei dilemmi che deve affrontare uno scrittore indipendente, oltre all’ovvio lavoro sul libro, quali stesura, correzione e preparazione prima della scrittura che prevede lunghe sessioni di lettura.

Scrivere è davvero un mestiere complicato, ma quando ci si deve occupare di ogni dettaglio, dal lavoro puro e semplice dello scrittore (scrivere un testo, appunto), a tutto quello che ruota attorno a un libro che intendiamo vendere e che si spera sia comprato e letto da qualcuno, si tratta di una vera battaglia.
Se poi vi occupate anche della grafica, delle illustrazioni e dell’impaginazione o della creazione dei formati supportati per gli ebook, parliamo di un lavoro a tempo pieno che comporterà l’impegno di passare molte ore davanti al computer.

E poi c’è la pagina di Facebook che serve anche per pubblicizzare i libri, ma deve essere corredata di altri post, mentre la pubblicità va saggiamente diluita, inserendo notizie trovate sondando il magma ribollente di internet che possano coinvolgere i propri likers.

E non ultimo c’è il sito che deve essere rimpolpato con articoli che possano essere utili o interessanti e non deve essere trascurato, altrimenti google vi relegherà nel girone degli oziosi e noiosi e la vostra visibilità diventerà pari a zero.

Questo in sunto la lista dei compiti di un povero scrittore che si toglie le castagne dal fuoco da solo. Uno sfogo breve e indolore con un tocco divertente per parlare con leggerezza delle acrobazie che affronto ogni giorno, come i miei colleghi e colleghe, che dopo aver cercato diligentemente di produrre un libro interessante, devono poi rincorrere fama e gloria con grande fatica in mezzo alla spietata concorrenza di titoli e nomi.

Posso dire però, nonostante i fisiologici scoraggiamenti, di amare questo lavoro e tutte le sue asperità e vi dico che dietro un successo o un insuccesso c’è sempre un grande impegno, un impegno quotidiano e chiunque decida di fare lo scrittore indipendente come mestiere deve abituarsi all’idea di condurre una vita spericolata.

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Parole come metafore di vita: Das Stehaufmännchen

Giocattolo bambini misirizzi

Amo le parole in genere e se non ne conosco il significato corro a consultare un dizionario, operazione davvero semplice, oggi come oggi, disponendo di internet: con pochi click il problema è rapidamente risolto.
Amo anche lo studio di altre lingue e mi affascinano le similitudini e le differenze tra le parole, la loro origine e anche le storie e i significati che ruotano attorno a loro.

Al momento sto affrontando lo studio del tedesco e questo mi garantisce un appuntamento fisso il mattino presto con la Deutsche Welle, una rivista online che spazia tra argomenti di vario genere: notizie di politica, arte, musica, storia, ecc.

Scandagliando il sito della rivista online, alla ricerca di articoli comprensibili al mio livello di studio, mi imbatto spesso in argomenti curiosi e interessanti.
Una rubrica che non delude mai di questa rivista è: “Wort der Woche” (La parola della settimana) che tratta curiose parole composte (una magia prettamente tedesca) o parole che sono legate a detti e modi di dire curiosi.

Questa settimana ho scoperto questa parola: Das Stehaufmännchen (giocattolo dalla base tondeggiante, fortemente appesantita) che definisce quegli oggetti per bambini, pupazzi con sembianze umane un po’ bizzarre o animalesche che hanno la caratteristica di non cadere mai, bilanciati come sono per tornare sempre al “punto di partenza” e cioè in equilibrio sulla loro sfera su cui sono stabilmente poggiati.

Questo articolo mi ha colpito perché il curioso oggetto in questione, almeno secondo la lingua tedesca, è usato come metafora per definire le persone che nonostante grandi difficoltà incontrate nella vita o gravi crisi da superare riescono comunque a rialzarsi e a riprendere la propria vita.

Mi è sembrata una bella metafora di vita per cui auguro a tutti di: „Hinfallen, Aufstehen, Krone richten, weitergehen“. (Cadere, alzarsi, raddrizzare la corona e andare avanti).

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Letture pressappochiste

 

Leggere parole social

Frequentando i social, rispondendo alle mail e osservando la svariata gamma di comportamenti online e offline delle persone, ho riscontrato una cronica mancanza di attenzione per la lettura.

I lettori forti non hanno bisogno di incoraggiamento, ma in pratica vivono su un binario parallelo rispetto alla gente comune, quella che ad esempio, legge un titolo di un post e trae le sue conclusioni, senza approfondire, senza, a volte, capire neppure il contenuto di un articolo.

Questa lettura pressappochista spesso conduce a conclusioni errate su un argomento e oggi, il passaparola, specie su internet, può diventare virale e produrre una valanga di notizie false che a loro volta scatenano reazioni a catena e sono difficili da emendare.

Leggere con attenzione e capire quanto si legge è essenziale e non solo per chi è del mestiere, come gli scrittori, è importante per tutti, perché ogni messaggio che ci arriva dal mondo può aiutarci a: relazionarci con gli altri nel modo giusto; comprendere quello che ci circonda; valutare il futuro che ci attende.

Inoltre, capire è essenziale per fare scelte giuste e consapevoli e tutta la tecnologia del mondo non ci salverà dal pressappochismo.

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