L’importanza del dolore nella vita umana e le sue virtù

dolore

Ho finito da pochi giorni di leggere il libro di Gramellini “Fai bei sogni”.
Ma prima di scrivere ho dovuto rielaborare il qualcosa di indistinto che vagava nella mia testa alla ricerca di un’espressione.

Questo libro mi ha lasciato molte emozioni e mi ha fatto riflettere.
Le sue parole mi hanno consentito di valutare l’importanza del dolore nella vita umana.

Ritengo che il dolore sia una “malattia” necessaria per l’anima, per renderci consapevoli che la felicità esiste.

Sembra un controsenso, ma non lo è.

Dai contrasti con le persone che amiamo riusciamo a capire quanto possa essere importante una cosa.
Il dolore ci rende coscienti, presenti a noi stessi. Apre quella porta che ci conduce agli altri.

I passaggi del dolore a volte sono insoliti e ardui.
Si può passare dal sollievo del primo istante in cui abbiamo vissuto un lutto, alla fase del vuoto, quando si avverte la mancanza.

“Sentiamo” il silenzio come una presenza pesante, dove prima c’era una voce che ora non c’è più.
Avvertiamo uno spazio dove prima c’era un pieno.

Per questo le parole di Montale suonano piene di verità quando dicono:
Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama“.

Ora capisco il significato profondo di quelle parole.

La felicità non è altro che l’altra faccia del dolore.

Leggere in epoca digitale: un’ode all’amico libro e al suo omologo ebook

Kindle leggere
… e al suo fratello digitale

Io e mia sorella ci stiamo autopubblicando e il nostro mondo è cambiato radicalmente: al posto dei libri ci sono gli ebook, invece dei caratteri stampati ci sono i bit, le librerie si sono tramutate in store, ma questo non significa che non apprezziamo più il profumo della carta, che non riusciamo a godere del piacere che si prova nello sfiorare le pagine stampate, ma riteniamo che i libri possano assumere anche forme diverse ed essere composti e visualizzati in modo diverso.

Il piacere di leggere non cambia, i libri virtuali sono in grado di far sognare, sperare, gioire e piangere, proprio come i loro fratelli negli scaffali.

Spesso mi chiedo che cosa avrebbe potuto fare Dante se avesse avuto un computer…

Ladro di libri: breve, ma significativa, riflessione sulla lettura

Ho scoperto per caso una vecchia notizia de “la Repubblica” che mi ha colpito e che credo meriti una riflessione.

L’Aquila – Condannato a leggere per aver rubato dei libri

Un diciassettenne di Pescara era stato scoperto a rubare dei volumi molto rari presso un antiquario.
La singolarità della notizia non riguarda il furto, quindi, la colpa del ragazzo, ma la particolarità della punizione comminata dal giudice che ha obbligato il giovane a leggere quattro libri, applicando una specie di legge del contrappasso.

Il giudice ne ha scelti due: Marcovaldo di Italo Calvino e Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern.

Leggere è sempre una sana abitudine e credo sia un’ottima cura per la salute della mente.

Inoltre, questa punizione si spera abbia fatto riflettere il giovane sul fatto che i libri sono degli oggetti preziosi e quanti di voi non si sono chiesti almeno una volta rigirando un libro tra le mani, se non fosse stato il libro a scegliere il suo lettore, piuttosto che il lettore a scegliere il libro.

Non bisogna mai sottovalutare il potere dei libri…

Tra musica, gusto e letteratura: l’insalata di Rossini

insalata verde
Musica, letteratura e gusto: linguaggi diversi per una ricetta tutta culturale

Prendete dell’olio di Provenza, mostarda inglese, aceto di Francia, un po’ di limone, pepe, sale, battete e mescolate il tutto; poi aggiungete qualche tartufo tagliato a fette sottili. I tartufi danno a questo condimento una sorta di aureola, fatta apposta per mandare in estasi un ghiottone”.

La scelta di una ricetta di Gioachino Rossini: un’insalata, ideata a Roma, durante le prime rappresentazioni del Barbiere di Siviglia, è stata un’innocua provocazione per introdurre una breve riflessione sulle similitudini fra linguaggi all’apparenza molto diversi.

Rossini non era solo un genio della musica, ma era anche un amante della buona cucina (testimoni sono le sue famose cene nella Villa di Passy, gli innumerevoli accenni al cibo nelle sue lettere e i riferimenti gastronomici e culinari nelle sue composizioni musicali). Inoltre, le sue opere sono talmente ricche di spunti, di vitalità, di possibilità sonore e di infinite suggestioni che mi sembrano adatte a reggere il paragone con un discorso sulle affinità fra musica, letteratura e gusto.

Ognuno di questi diversi linguaggi segue una sua grammatica, delle regole che ne delineano la struttura, ne irreggimentano lo sviluppo e in tal modo ne consentono la crescita. Tutti e tre sono linguaggi complessi e hanno un bagaglio storico e territoriale che ne ha condizionato le direzioni, mentre le convenzioni, le mode e perché no anche qualche elemento casuale, forse più d’uno, ne hanno tratteggiato sapientemente i confini.

Ciascuno risponde ad uno o più sensi umani: orecchio, occhio, olfatto; tutte sono accomunate dall’unico regista che ne orienta le scelte: il cervello.

Lo spazio e il tempo sono essenziali per la nascita e per l’espressione di ognuno di questi linguaggi.
Tutti sono nati per comunicare e condividere e ognuno di essi ha contribuito e contribuisce, nel suo peculiare modo, a tracciare e definire i valori di una società, per questo andrebbero preservati e curati con grande attenzione.

Come è perché è abbiamo scelto questo header per il sito Librarsi

Per quanto riguarda l’Header, la scelta definitiva è stata quella di utilizzare una serie di illustrazioni.

Abbiamo preferito la soluzione del disegno a quella della classica fotografia, per dare un tocco più personale al nostro sito e anche per mostrare alcune delle nostre capacità, in fondo, il sito è nato proprio con questo scopo.

Perché abbiamo scelto per il nostro sito il nome librarsi

Il nome librarsi

Librarsi ci è sembrato il nome più giusto. Lo abbiamo scelto perché, prima di tutto, nella sua radice contiene la parola libro, ma anche perché evoca la leggerezza con la conseguente capacità di sollevarsi da terra.

Questo sito vuole occuparsi principalmente di scrittura e lettura, quindi pensiamo di “librarci” tra un’infinità di cose considerato che attraverso questi due argomenti si può prendere in esame tutto quello che ci circonda e i nostri stessi pensieri.

Nominare una cosa è come darle vita, quindi, scegliere il nome per un dominio è come dare il nome a un figlio.

Il nome contiene in sé molte responsabilità, deve: rispondere con puntualità e pertinenza alle caratteristiche di ciò che definisce; sapersi adattare ai cambiamenti di stagione e al passare delle mode; lasciare spazio al sogno…