Ferragosto: una festa estiva con una lunga tradizione

Ferragosto una festa estiva con una lunga tradizione

Il ferragosto, giorno festivo che cade ogni 15 di agosto, ha un’origine antica. Questa festa estiva risale ai tempi di Roma antica e deve la sua istituzione all’imperatore Augusto.

Il Ferragosto è un giorno festivo che si festeggia ogni anno il 15 agosto in tutta Italia, a San Marino e nel Canton Ticino. Si tratta di una festa di origine romana antica.
Questa giornata è solitamente dedicata a gite fuori porta, ai falò, agli spettacoli pirotecnici. Molti trascorrono il ferragosto spostandosi verso località montane o collinari in cerca di refrigerio oppure c’è ci predilige il mare e sceglie il sollievo di un bel tuffo in acque cristalline.

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina “Feriae Augusti” (riposo di Augusto) che indicava una festività istituita dall’imperatore Augusto, nel 18 a.C.
Per i romani era un periodo di riposo e festeggiamenti. Aveva origine dai Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso, dio della terra e della fertilità.

I festeggiamenti del ferragosto prevedevano l’organizzazione di corse di cavalli, inoltre, gli animali da tiro (buoi, asini e muli) si godevano anche loro un po’ di riposo ed erano bardati con dei fiori.
La tradizione di questa festa è riproposta, quasi immutata, nella forma e nella partecipazione, nel “Palio dell’Assunta” che ha luogo a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “palio” deriva dal “pallium”, drappo di stoffa pregiata che rappresentava il premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.

A Ferragosto, i lavoratori facevano gli auguri ai loro padroni e si vedevano corrisposta una mancia. In epoca rinascimentale tale compenso fu reso obbligatorio nello Stato Pontificio.

In origine, il ferragosto si celebrava il primo giorno del mese di agosto. Lo spostamento fu attuato dalla Chiesa cattolica che fece combaciare la festa laica con quella religiosa dell’Assunzione di Maria.

In copertina: “La colazione dei canottieri” (Le déjeuner des canotiers), dipinto a olio su tela di Pierre-Auguste Renoir (1880-1881); conservato alla Phillips Collection di Washington

14 febbraio, San Valentino e le lettere d’amore

14 febbraio San Valentino e le lettere d’amore

Il 14 febbraio è San Valentino, da sempre la festa degli innamorati. Propongo di celebrare questo giorno con un piacevole ricordo: le lettere d’amore.

Oggi è San Valentino e il pensiero di questa festa mi ha fatto venire in mente un gesto che un tempo, lontani dai social, dalle chat e da mille modi virtuali di incontrare e comunicare con le persone, era naturale, quando si voleva esprimere a qualcuno il proprio amore o la propria vicinanza affettiva: prendere una penna e scrivere una lettera.

Ricordate quelle missive di carta e inchiostro che molti attendevano con ansia: per conoscere i sentimenti di una persona amata; per avere notizie di chi era lontano; per sapere se un amico o un’amica stavano bene o erano felici a chilometri di distanza da noi.

Un’infinità di messaggi ed emozioni viaggiava su fogli di carta vergata o sottile come velina, spostandosi magari per mare, per terra o via cielo.
Mi sembrava significativo ricordare questa bella usanza, con la speranza che qualcuno possa mettere a frutto queste parole, prendendo in mano una penna o una matita e mettendo nero su bianco le proprie sensazioni, le proprie trepidazioni o il fremere di un batticuore e poi, inviandole al destinatario, con l’anima colma di attesa.

La festa di San Valentino e la consuetudine di inviare lettere mi hanno anche ricordato un libro e in particolare una lettera d’amore in esso contenuta, che è il motore di una bellissima storia.
La lettera è davvero singolare e sono sicura che non mancherà di lasciare anche in voi un segno memorabile.

Cara Capra,
come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre?

So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti. Non un muscolo si è mosso. Nessuna brezza agita le foglie. L’aria è ferma. Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo. Senza neanche un battito di ciglia. Non so neppure quando è successo.
Sto bruciando. È troppo banale per te? No, e lo sai. Vedrai. È quello che capita, è quello che importa. Sto bruciando.
Non mangio più, mi dimentico di mangiare, mi sembra una cosa sciocca, che non c’entra. Se ci bado. Ma non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi, una casa piena di fratelli, legati dal sangue, che si dilaniano in una faida:
“Mi sto innamorando”.
“Tipica scelta stupida”.

“Eppure… L’amore mi tormenta come se fosse dolore”.
“Sì, continua così, manda a puttane la tua vita. È tutto sbagliato e lo sai. Svegliati. Guarda le cose in faccia”.
“C’è una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando non dormo”.
Stanotte ho buttato il libro dalla finestra. Ho provato a dimenticare. Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando sono accanto a te, davanti a te, sento i tuoi capelli che mi sfiorano la guancia anche se non è vero. Qualche volta guardo altrove. Poi ti guardo di nuovo.
Quando mi allaccio le scarpe, quando sbuccio un’arancia, quando guido la macchina, quando vado a dormire ogni notte senza di te, io resto,
come sempre,
Montone
” (tratto da “La lettera d’amore” di Cathleen Schine)

Buon San Valentino!

“Stille Nacht”: la notte silenziosa cantata in tutto il mondo

Stille Nacht la notte silenziosa cantata in tutto il mondo

Stille Nacht o Silent Night o Astro del Ciel è considerata la canzone simbolo del Natale. Originaria dell’Austria è arrivata in tutto il mondo e quando le sue note risuonano nell’aria, cantate da un solista o da un coro, si sente nell’aria la festa. Si sente che è arrivato Natale.

Stille Nacht, heilige Nacht è uno fra i più famosi canti di Natale al mondo: conta traduzioni in più di 300 lingue e dialetti.
Per conoscere la sua storia bisogna risalire al 1816, quando Joseph Mohr (1792-1848), prete salisburghese, all’epoca assistente parrocchiale nella chiesa di Mariapfarr (Lungau, regione di Salisburgo), mise per iscritto le parole di questa commovente canzone, in attesa di trovare chi fosse in grado di musicarle.

Devono trascorrere due anni prima che si verifichi il felice incontro tra testo e musica. Il compositore che rivestì di note il testo di Mohr fu Franz Xaver Gruber (1787-1863), maestro elementare ad Arnsdorf e organista a Oberndorf, il quale compose di getto la musica per questa canzone.

Nel 1816, ancora priva di musica, Stille Nacht fu semplicemente recitata. Mohr aveva scritto quelle parole ispirate per dare conforto e un barlume di speranza alla popolazione, provata dalle recenti guerre napoleoniche e dalla miseria che ne era derivata.
Finalmente, nel 1818, il giorno della vigilia di Natale, i versi di Stille Nacht furono anche cantati.

Fu lo stesso Mohr a chiedere a Gruber di mettere in musica le sue parole, per due voci soliste, coro e chitarra. Ciò avvenne il 24 dicembre del 1818, la partitura fu stesa rapidamente e il paroliere la approvò immediatamente.
Sembra che la richiesta di questa composizione fosse avanzata al musicista in quanto l’organo della chiesa di San Nicola era guasto e impossibile da sistemare in breve tempo, questo fatto giustificava anche la scelta della chitarra come accompagnamento.

Quindi, la prima esecuzione pubblica in assoluto di Stille Nacht ebbe luogo la notte del 24 dicembre 1818, durante la Messa di Natale, nella chiesa di San Nicola a Oberndorf, presso Salisburgo.
La canzone natalizia fu suonata e cantata dai due autori: Mohr cantò la parte del tenore, mentre suonava la chitarra; Gruber eseguì la parte del basso.

Musica e testo furono raccolti da un fabbricante di organi della Zillertal (la maggiore tra le valli laterali della Inntal, nel Tirolo austriaco), Karl Mauracher (1789-1844), che li portò con sé in Tirolo, dove si diffusero rapidamente.
Tutti gli anni, dalla regione dello Zillertal, molte persone si spostavano per vendere nei paesi vicini i prodotti dell’artigianato locale e da quel momento, fecero viaggiare anche la musica e le parole di Stille Nacht.
In particolare, due famiglie, Strasser e Rainer, diffusero la melodia di Gruber in tutta Europa e poi, nel mondo.

Attualmente, è una delle più celebri canzoni natalizie: più di due miliardi persone la conoscono.
Nel 2018, anno cui ricorreva il bicentenario della nascita di Stille Nacht, in Austria sono stati programmati una serie di eventi: una mostra regionale che coinvolgeva 13 località (collegate ai luoghi dove presero vita i versi e dove fu scritta la musica, ma anche dove insegnò Gruber, dove morì e fu sepolto); l’inaugurazione di alcuni musei dedicati al canto; un musical, in lingua inglese composto da John Cardon Debney (1956; compositore e direttore d’orchestra statunitense).

La versione italiana di Stille Nacht è Astro del ciel, pur in una veste diversa, questa emozionante canzone non manca mai di risuonare durante le feste natalizie e di commuovere il pubblico, dovunque sia eseguita, nei luoghi di culto ma anche nelle sale concerto durante il periodo natalizio.
Il testo italiano non è una traduzione di quello tedesco, ma è originale, scritto dal prete bergamasco, Angelo Meli (1901-1970).

Testo originale in tedesco

Stille Nacht! Heilige Nacht!
Alles schläft; einsam wacht
Nur das traute hochheilige Paar.
Holder Knab´ im lockigen Haar,
Schlafe in himmlischer Ruh!
Schlafe in himmlischer Ruh!

Stille Nacht! Heilige Nacht!
Gottes Sohn! O wie lacht
Lieb´ aus deinem göttlichen Mund,
Da uns schlägt die rettende Stund´,
Jesus in deiner Geburt!
Jesus in deiner Geburt!

Stille Nacht! Heilige Nacht!
Die der Welt Heil gebracht,
Aus des Himmels goldenen Höhn
Uns der Gnaden Fülle läßt seh´n
Jesum in Menschengestalt,
Jesum in Menschengestalt

Stille Nacht! Heilige Nacht!
Wo sich heut’ alle Macht
Väterlicher Liebe ergoss

Und als Bruder huldvoll umschloss
Jesus die Völker der Welt,
Jesus die Völker der Welt.


Stille Nacht! Heilige Nacht!
Lange schon uns bedacht,
Als der Herr vom Grimme befreit,
In der Väter urgrauer Zeit
Aller Welt Schonung verhieß,
Aller Welt Schonung verhieß.

Stille Nacht! Heilige Nacht!
Hirten erst kundgemacht
Durch der Engel Alleluja.
Tönt es laut bei Ferne und Nah:
Jesus, der Retter ist da!
Jesus, der Retter ist da!


Auguri a tutti voi di cuore, che il Natale vi porti gioia e tanta serenità.
Buon ascolto!

Natale è alle porte: auguri di Buone Feste!

Auguri Buone Feste

Un altro Natale, un altro albero e magari un altro presepe e noi, quanto siamo cambiati dall’ultimo Natale?

Quanti sogni che avevamo nel cassetto sono riusciti a prendere il volo e quanti se ne stanno ancora là, ad attendere la loro occasione?

Stelle, decorazioni, musiche di festa risuonano un po’ ovunque.

Io vi auguro di cogliere il meglio di questo Natale, la gioia sottile e la magia che avvolge la città, le piazze e le vetrine e soprattutto, vi auguro di vivere appieno lo spirito particolare di questa festa.

Lo so, pare sciocco e banale parlare di felicità e di gioia sotto le feste natalizie, sembra di fare eco ai banali e consunti slogan con cui le pubblicità ci bombardano.

Ma credetemi, mai come in questo momento abbiamo un disperato bisogno di aprire il cuore, di amare e accogliere e ricordate: non è mai troppo tardi per vivere il Natale ogni istante della nostra vita.

Auguri e siate molto, molto felici!